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feb 10, 2017 |
Analisi, Valutazione e Pianificazione Aziendale | 

Posizione Finanziaria Netta

L’importanza del calcolo della posizione finanziaria netta come modello di risk management e per valutare la sostenibilità dell’indebitamento finanziario rispetto ai flussi di cassa previsionali generati dall’azienda

Indebitamento netto e analisi finanziaria

La corretta determinazione della PFN è fondamentale per una corretta analisi finanziaria e per permettere sia all’analista che al sistema bancario di giungere ai medesimi risultati al fine della valutazione del merito creditizio dell’impresa.

La corretta determinazione della Posizione finanziaria netta (PFN) è fondamentale per una corretta analisi finanziaria e per permettere sia all’analista che al sistema bancario di giungere ai medesimi risultati al fine della valutazione del merito creditizio dell’impresa e della sostenibilità dell’indebitamento finanziario

In letteratura la PFN viene definita come “indicatore alternativo di performance”; infatti il suo confronto con altri valori o indicatori ci permette di valutare:

  • il livello complessivo dell’indebitamento rapportato anche agli anni precedenti;
  • il rapporto Debt/Equity per verificare il grado di patrimonializzazione di una società;
  • la capacità di restituzione del debito attraverso il confronto con il c.d. Cash flow al servizio del debito oppure con il Margine operativo lordo MOL.

Una sua corretta determinazione comporta che alcuni dati di bilancio siano riclassificati in un’ottica finanziaria (si veda a tal fine la sezione sul passaggio dal metodo patrimoniale a quello finanziario per la contabilizzazione dei leasing) e che l’azienda fornisca all’analista dei dati relativi ai suoi rapporti finanziari quanto più precisi possibili.

 

Mentre per le PMI non è previsto un particolare metodo per la sua determinazione e tanto meno una sua forma espositiva, per le società quotate la Consob, con Comunicazione del 28 luglio 2006, in conformità alla raccomandazione del CESR del 10 febbraio 2005, ha previsto espressamente una specifica metodologia espositiva. Secondo il nostro parere, tale forma può essere utilizzata, senza particolari problemi, anche per le società non quotate e di piccola/media dimensione.

A tal fine, come esempio, si allega il PFN al 31 dicembre 2010 del Gruppo Piaggio:

 

table posizione finanziaria

Sempre nel caso di una PMI, sarebbe corretto inserire nella PFN anche l’eventuale valore del debito rateizzato nei confronti di Enti fiscali o previdenziali come Equitalia, Inps o Agenzia delle Entrate. Infatti, in tal caso, tale debito acquista il carattere di un vero e proprio debito finanziario con caratteristiche molto simili ad esempio ad un mutuo.

Riconciliazione con Rendiconto finanziario (dati in migliaia di euro - 2010)
Rendiconto Euro
Incremento/decremento disponibilità liquide 68.449
Esborso per restituzione di finanziamenti 78.869
Rimborso leasing finanziari 758
Finanziamenti ricevuti (26.563)
Costi ammortizzati su finanz. a ML (1.948)
Finanziamenti erogati 463
Acquisto attività finanziarie 23.051
Variazione della PFN 6.181

Diverdi modelli di PFN

Il calcolo della PFN e l’individuazione delle componenti che devono farne parte non sono univoci. A tal proposito sono presenti in dottrina diversi schemi che differiscono l’uno dall’altro per l’inclusione o meno delle attività finanziarie a medio e lungo termine, che corrispondono nella pratica alle voci contenute nelle immobilizzazioni finanziarie esigibili oltre i 12 mesi. Gli autori che propendono per l’inclusione di tali componenti partono dal presupposto che le attività finanziarie siano sempre convertibili in liquidità. Pertanto, l’indebitamento, per la quota corrispondente al valore delle attività finanziarie, può essere agevolmente annullato mediante la cessione a terzi o anche agli stessi creditori di tali attività (D’Alessio R., 2007, p. 159). Secondo il nostro parere tale impostazione non è condivisibile dato che c’è una grande differenza, sotto l’aspetto pratico, tra attività finanziarie esigibili entro i dodici mesi e quelle esigibili oltre. Mentre sulle prime possiamo, con le dovute verifiche sull’effettiva liquidabilità in tempi brevi, essere in accordo sulle seconde nutriamo seri dubbi.

Non è detto infatti che i crediti finanziari esigibili oltre i 12 mesi o le partecipazioni possano essere facilmente e prontamente liquidate per ripagare i debiti finanziari. Infatti, la ragione per la quale vengono ricompresi nella PFN, secondo l’impostazione per noi non condivisibile, risiede nel fatto che si ritiene di poter ripagare una parte del debito finanziario (pensiamo ad un mutuo) con le risorse liquide ottenute dall’incasso di tali poste. Tale possibilità però è solo teorica dato che nella realtà è piuttosto improbabile liquidare delle poste contabilizzate nelle immobilizzazioni finanziarie e trattarle alla stessa stregua di titoli negoziabili che invece possono essere dismessi senza particolari problemi. In altri termini, se considerassimo le attività finanziarie a medio e lungo termine nella PFN, ne inquineremmo il calcolo con valori che non possono essere messi in relazione con un debito finanziario, che è per sua natura certo e soggetto a scadenze rigide e prefissate. Inoltre, ricordiamo che, nella letteratura internazionale, la PFN non è comunemente utilizzata ma è considerato rilevante, ai fini dell’analisi del livello di indebitamento dell’azienda, il solo il valore del debito lordo. Tale scelta è dovuta alla considerazione che di frequente la liquidità detenuta dall’azienda non è effettivamente disponibile per l'azienda stessa ma è vincolata ad uno scopo preciso (per esempio ad un investimento che si intende realizzare in futuro) e pertanto non potrebbe essere destinata alla restituzione del debito finanziario. Per tali ragioni noi preferiamo considerare le attività finanziarie esigibili oltre i 12 mesi per quello che sono: immobilizzazioni finanziarie che non possono essere prontamente liquidate e che costituiscono a tutti gli effetti un asset aziendale. Per tale motivo i crediti oltre i 12 mesi, le partecipazioni e gli altri titoli iscritti tra le immobilizzazioni hanno una natura ed uno scopo totalmente differente da altre poste come le disponibilità liquide o i titoli negoziabili che invece potrebbero essere destinate alla riduzione del debito finanziario.

Qui di seguito riportiamo le due diverse impostazioni.

Modello PFN con tutte le attività finanziarie (metodo non corretto)

  1. a) Disponibilità liquide
  2. b) Attività finanziarie prontamente liquidabili
  3. c) Attività finanziarie a breve
  4. d) Passività finanziarie correnti
  5. E) Indebitamente finanziario corrente (a + b + c – d)
  6. f) Attività finanziarie a medio e lungo termine
  7. g) Passività finanziarie a lungo termine
  8. H) Indebitamente finanziario non corrente (f – g)
  9. I) Posizione finanziaria netta complessiva (E + H)

Modello PFN con le sole attività finanziarie a breve (metodo corretto)

  1. a) Disponibilità liquide
  2. b) Attività finanziarie prontamente liquidabili
  3. c) Attività finanziarie a breve
  4. d) Passività finanziarie correnti
  5. E) Indebitamente finanziario corrente (a + b + c – d)
  6. f) Passività finanziarie a lungo termine
  7. G) Indebitamente finanziario non corrente (f)
  8. H) Posizione finanziaria netta complessiva (E + G)
 

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Posizione Finanziaria Netta Vs Lorda

Il valore del debito netto, anziché quello lordo, viene utilizzato in alcuni paesi europei, tra cui l'Italia. Come abbiamo sopra descritto, vengono così sottratti dal debito finanziario complessivo il valore delle attività finanziarie di pronto realizzo come ad esempio titoli disponibili per vendita o crediti finanziari prontamente esigibili e il valore delle disponibilità liquide. Questo lo si fa perché nell’ipotesi di dover ripagare il debito le attività finanziarie di pronto realizzo e la cassa possono essere usata a tal fine. Utilizzando questa metodologia il valore assoluto del debito è minore e gli indici che utilizzano nella propria formula la PFN possono migliorare sensibilmente. Tuttavia, nella letteratura finanziaria internazionale, soprattutto americana e anglosassone, vengono mosse delle critiche all’utilizzo di una tale metodologia soprattutto perché molte volte un valore della cassa detenuta dall’azienda non è effettivamente disponibile per l'azienda stessa ma è in realtà liquidità necessaria per la gestione corrente o per un investimento che si intende realizzare in futuro. Per scegliere correttamente tra debito netto e lordo bisognerebbe distinguere caso per caso e verificare le singole dinamiche aziendali. Pensiamo ad esempio ad un’azienda come la Apple che ha una disponibilità liquida enorme non vincolata a nessuna particolare esigenza dell’azienda e che potrebbe essere utilizzata per ripagare il debito finanziario in un istante. Ebbene, in casi come questi, forse, l’utilizzo di un valore netto dell’indebitamento sarebbe più corretto. In tutti i casi (utilizzo del debito lordo o netto), però, bisogna sempre tener presente che l’indebitamento produce degli interessi che l’azienda deve ripagare e quindi è necessario effettuare, soprattutto se scelgo di utilizzare la PFN, un’analisi ulteriore che comprende l’indice di sostenibilità degli oneri finanziari rappresentato dall’ Ebit/Of.

 

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