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feb 10, 2017 |
Analisi, Valutazione e Pianificazione Aziendale | 

Il corretto calcolo dell'EBIT Risultato Operativo

EBIT è l’acronimo di “Earnings Before Interest and Tax”, definito anche come Risultato operativo e rappresenta il risultato della gestione aziendale prima che vengano considerati gli interessi e le tasse. È un margine che misura il profitto aziendale derivante dalla sola gestione tipica-caratteristica.

Per determinare ed isolare tale gestione è necessario eliminare sia tutte le componenti (ricavi e costi) che non sono collegate con la gestione caratteristica dell’azienda, sia quelle che riguardano l’area finanziaria (proventi ed oneri finanziari) e l’area fiscale. Nella pratica vengono utilizzate tre diverse metodologie per il calcolo dell’EBIT:

Metodo 1: si escludono le sole spese per interessi passivi e le tasse, includendo invece i costi e/o ricavi non operativi e gli interessi attivi;
Metodo 2: si escludono sia le spese per interessi passivi sia i proventi finanziari e le tasse, includendo tuttavia i costi e/o ricavi non operativi;
Metodo 3oltre alle spese per gli interessi e le tasse sono esclusi anche i costi e/o ricavi non operativi e gli interessi attivi.

In tale ultimo caso, l’EBIT rappresenta il risultato economico della sola gestione caratteristica dell’azienda poiché non tiene conto dei ricavi e dei costi che attengono alla gestione residuale o comunque non ricorrente e tipica. Consideriamo ad esempio un’azienda che svolge l’attività di produzione di tubi in acciaio. Se questa acquistasse un immobile e poi lo affittasse a terzi tale ricavo non verrebbe incluso nel calcolo dell’EBIT perché non attiene alla gestione tipica-caratteristica rappresentata dalla produzione di tubi in acciaio. Oppure un'azienda che ha subito un danno ingente causato da un evento naturale: anche in tal caso, essendo il costo corrispondente di carattere eccezionale e non ripetibile sarebbe escluso dall'EBIT. 

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Ma perché è così importante isolare la gestione caratteristica? È importante perché in tal modo possiamo determinare il flusso di cassa operativo che è necessario a sua volta per esprimere una valutazione sulla sola gestione tipica dell’azienda. Difatti, per valutare opportunamente la gestione aziendale, nell’esempio precedente, la domanda a cui dobbiamo dare risposta è la seguente: la vendita di tubi in acciaio è profittevole? Che margini riesco ad ottenere da essa? Naturalmente, se non escludessi il profitto ottenuto dal fitto dell’immobile, otterrei un dato che potrebbe risultare falsato e non corrispondente al reale profitto che ottengo invece considerando la sola attività tipica. Se non si operasse in tal modo, si potrebbe altrimenti giungere al paradosso che l’attività caratteristica, rappresentata dalla produzione di tubi, è in perdita ma che tale perdita viene controbilanciata dalle risorse finanziarie che ottengo attraverso il fitto dell’immobile, che è un’attività (immobiliare) estranea all’area caratteristica. Ciò determinerebbe un errore di valutazione dell’attività “core” svolta dall’azienda e fornirebbe informazioni fuorvianti al management. Al contrario, mettendo in luce le perdite della gestione tipica attraverso l‘esclusione dei profitti non caratteristici, il management è in grado di prendere decisioni consapevoli, ad esempio l’azienda potrebbe valutare se dedicarsi alla sola attività immobiliare.
Ma perché si escludono anche gli oneri e proventi finanziari?
Anche tale esclusione è collegata al corretto calcolo del Flusso di cassa operativo che non deve essere influenzato dall’area finanziaria.


L’errore che si commette nel calcolo dell’EBIT

Secondo il nostro parere le ipotesi definite al Metodo 2 e Metodo 3 sono entrambe corrette (anche se la soluzione migliore sarebbe quella prospettata al punto Metodo 3) mentre la soluzione del Metodo 1 è errata.
Tale errore nasce da un equivoco terminologico e concettuale. Infatti, nell’acronimo dell’EBIT viene menzionato il termine “Interest” ed alcuni autori hanno ritenuto erroneamente che tale termine si riferisse solo agli oneri finanziari e non anche ai proventi finanziari. Ciò, a parere di chi scrive, non appare corretto perché ciò che si deve escludere dall’EBIT è l’intera area finanziaria che è composta sia dagli oneri che dai proventi finanziari. Non avrebbe alcun senso pratico e logico escludere gli oneri finanziari e considerare invece i proventi, essendo tutti e due afferenti alla gestione finanziaria dell’azienda.

 

Tabella diversi metodi calcolo EBIT

tabella 16122016 old4

 

* (+/-) Variazioni lavori in corso su ordinazione
(+) Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni


Se volessimo essere molto rigorosi, la soluzione migliore sarebbe quella indicata come Metodo 3 che esclude non soltanto tutta l’area finanziaria (oneri e proventi finanziari) ma anche i costi e ricavi non operativi ovvero quelli che non attengono alle gestione caratteristica dell’azienda. Purtroppo, però, nella pratica professionale molte volte è difficile conoscere quali siano realmente le componenti che non attengono alla gestione tipica o comunque capita spesso che non si è in possesso di dati precisi per cui capita di frequente di dover fare ricorso al Metodo 2.
Il Metodo 1, ancorché utilizzato da alcuni autori, non ci sembra corretto per i motivi che abbiamo spiegato precedentemente ed in particolare per l’inclusione nell’EBIT dei proventi finanziari.

 

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L’importanza del NOPAT

Se vogliamo però utilizzare il Metodo 3, quello più rigoroso, dobbiamo rettificare ulteriormente l’EBIT attraverso il calcolo del NOPAT rideterminando il valore delle imposte e calcolandole sul solo risultato operativo. La questione delle c.d. Imposte figurative è descritta ampiamente in un altro articolo a cui si rimanda (vedi articolo) e consiste essenzialmente nel considerare le maggiori imposte che si avrebbero non tenendo conto della deducibilità degli oneri finanziari netti.

 

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