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feb 10, 2017 |
Analisi, Valutazione e Pianificazione Aziendale | 

Costruzione del Fabbisogno Finanziario

Metodologia per la costruzione e l’analisi del fabbisogno finanziario come strumento essenziale per determinare la capacità dell’azienda di far fronte ai flussi finanziari previsionali in uscita.

Il processo di costruzione del fabbisogno finanziario

E' articolato in più fasi e possiede una complessità crescente a seconda che si tratti di:

  • un’impresa start up
  • un’impresa matura

In questa sede tralasceremo il caso relativo ad un’impresa start up considerando che, in tal caso, la costruzione del fabbisogno è relativamente semplice, per concentrarci su quello di un’impresa matura.
Nella seconda ipotesi la questione si complica dato che dovremo considerare non solo la copertura di eventuali ulteriori investimenti in fisso o in circolante ma anche di quelli già esistenti che hanno un loro ciclo di copertura. Si pensi, ad esempio, al piano di rimborso di un mutuo acceso in un precedente esercizio per l’acquisto di un macchinario che si somma al nuovo mutuo necessario per l’acquisto di un’ulteriore linea produttiva.
Nella pratica aziendalistica si distinguono due tipologie di fabbisogni:

  • fabbisogno complessivo (comprende il circolante, gli investimenti, l’area finanziaria ecc.);
  • fabbisogno finanziario (analisi ed evoluzione della sola area finanziaria).

Piano di Ristrutturazione

Consente di realizzare progetti complessi di ristrutturazione economico finanziaria per aziende di qualsiasi dimensione in difficoltà o in crisi anche tenendo conto di casi di concordato in continuità e di accordi sul debito

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In questo caso, però, sarebbe corretto inserire anche voci che propriamente finanziarie non sono, ma lo diventano per cause esterne. Si pensi, ad esempio, al caso dei fornitori c.d. scaduti (oltre 24 mesi) e all’eventuale rateizzo di debiti tributari concordati con l’agenzia fiscale che da natura di circolante assumono natura più propriamente finanziaria, dato che escono dalla dinamica crediti/debiti che appartiene al primo. Per questo motivo, numerosi analisti, correttamente, inseriscono tali valori nella tabella per la determinazione dell’indebitamento finanziario netto (prassi seguita soprattutto nel caso di quotazione in borsa e raccomandata da Borsa Italiana Spa). 

 

Dal punto di vista operativo, la prima cosa da fare è ricostruire tutti i flussi finanziari dell’azienda (attraverso l’utilizzo del metodo diretto del rendiconto finanziario) compresi nell’intervallo tra l’ultimo bilancio approvato e la situazione contabile aggiornata in nostro possesso (di solito in concomitanza con l’inizio dell’analisi). In questo caso i valori contabili verranno trasformati in valori finanziari. Capirete perché, nel caso di un’azienda in start up, la situazione è molto più semplice dato che non ho necessità di ricostruire i flussi finanziari precedenti.
Come entrate avremo la somma della quota di fatturato già incassato e i crediti dell’esercizio precedente che sono stati incassati nell’esercizio in corso. A questa somma bisogna sottrarre tutte le uscite effettive derivanti dal capitale circolante. Una volta fatto ciò, dopo aver considerato eventuali spese per investimenti, se ci sono ancora risorse disponibili, siamo in grado di far fronte al pagamento delle rate del mutuo secondo scadenza e dei relativi oneri finanziari. Le risorse residuali rappresentano la nostra cassa determinata nell’istante considerato.
Solo una volta che avremo ricostruito tutti i flussi saremo in grado di analizzare le dinamiche previsionali degli impegni finanziari già presi e di eventuali altri necessari per coprire l’investimento che l’azienda desidera effettuare. Considerando un bilancio chiuso al 31-12-2014, possiamo utilizzare, al fine della ricostruzione dei flussi fino alla data considerata in cui ha inizio l’analisi (per noi giugno 2015), la seguente tabella:

 

Budget di cassa a consuntivo

 

table 2113

 

Il modello non tiene conto di eventuali dividendi.

Solo dopo aver ricostruito tutti i flussi sarò in grado di poter avviare una corretta pianificazione finanziaria attraverso un rendiconto previsionale (utilizzando lo stesso modello costruito per l’analisi dei flussi a consuntivo) sulla base delle strategie inserite nel Piano industriale. Una volta fatto ciò, nel Saldo finale previsionale avrò un valore che se positivo, rappresenterà un surplus finanziario, se al contrario negativo, un fabbisogno. In quest’ultimo caso mi troverò di fronte a tre strade: attuare politiche sul circolante o concordare un consolidamento del debito con il sistema bancario; reperire nuove risorse finanziarie a copertura (Equity o Debt), oppure, se ciò non è possibile, rinunciare ad ulteriori investimenti.

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Il prospetto si può riassumere anche come segue:

costruzione fabbisogno finanziario

 

L’eventuale differenza può essere coperta con le banche a breve. Infatti, questo modello rappresenta anche un ottimo strumento per il calcolo previsionale di queste ultime.

In conclusione, la determinazione del fabbisogno complessivo o solo finanziario per un’azienda è un esercizio non eccessivamente complesso. In questo caso, l’abilità dell’analista è quella di trasformare i dati contabili in dati finanziari e ricostruire con estrema precisione tutta la dinamica dei flussi di cassa fino al periodo considerato.

Successivamente, nel caso in cui si voglia procedere alla determinazione del fabbisogno previsionale, l’abilità si concretizza essenzialmente nella redazione del Piano industriale la cui corretta stesura è alla base di qualsiasi tipo di pianificazione finanziaria.

 

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