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lug 7, 2017 |
Anatocismo e Usura Bancaria | 

Il calcolo del TEG Tasso Effettivo Globale

Metodologia di calcolo del TEG Tasso Effettivo Globale

Il TEG è un indicatore di costo periodale che viene frequentemente utilizzato per la verifica dell’usura sopravvenuta. Rispetto agli indicatori sintetici, come il TAEG, tale indice fornisce un maggior dettaglio dei tassi applicati dagli istituti di credito in relazione ad ogni singola rata (in caso di finanziamenti che prevedono un piano di ammortamento) o singolo trimestre (se ci si riferisce ad analisi di aperture di credito in conto corrente).

Il TEG viene segnalato trimestralmente dagli intermediari finanziari alla Banca d’Italia, ai fini della determinazione dei tassi soglia; dall’aggregazione statistica dei TEG segnalati dagli intermediari, viene determinato il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM), per ciascuna delle categorie indicate dal Ministro del Tesoro: tale valore viene preso come riferimento per la determinazione della soglia usura.
Nell’analisi di conti correnti possono essere adoperate diverse metodologie di calcolo del TEG e la scelta della tipologia dipende dal proprio orientamento giuridico, più che da considerazioni di carattere tecnico. In linea di massima, le metodologie di calcolo del TEG sui conti correnti sono inquadrabili in due macro-categorie: una prima classe di formule che rapportano il totale delle competenze addebitate (con inclusione o esclusione della CMS) all’effettivo utilizzo della linea di credito ed una seconda categoria che si conforma alle istruzioni della Banca d’Italia. Le prime conducono ad una rappresentazione più corretta del costo del finanziamento, sul piano puramente tecnico, mentre le seconde tendono a sottostimarne il valore in quanto determinati oneri non vengono rapportati all’utilizzo effettivo del credito ma all’ammontare del fido, indipendentemente se questo sia stato o meno utilizzato.

Tra le formule rientranti nella prima categoria, vi è la seguente, che include tutte le competenze passive (CMS comprese) e le rapporta al totale dei numeri debitori, grandezza che esprime, appunto, l’utilizzo effettivo del credito nel periodo di tempo considerato:

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Teg Incluse CMS

Alternativamente alla metodologia precedente esposta, vi è una formula di calcolo del TEG che esclude la CMS ed è rappresentata dalla seguente relazione:

Teg Escluse CMS

Nel caso in cui si ritenga di far riferimento alle formule per il calcolo del TEG pubblicate dalle Istruzioni di Banca d’Italia, la metodologia di calcolo del TEG varia a seconda delle diverse categorie di operazioni individuate (cfr “Istruzioni Banca d’Italia 2006/2009 per la rilevazione del TEG medio usura”). In particolare, devono essere adottate alternativamente le metodologie di seguito indicate: a) Cat. 1, Cat. 2, Cat. 4b e Cat. 5 (aperture di credito in c/c, finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, credito revolving e factoring). La formula per il calcolo del TEG è la seguente:

Teg Banca d'Italia

dove:

  • gli interessi sono dati dalle competenze di pertinenza del trimestre di riferimento, ivi incluse quelle derivanti da maggiorazioni di tasso applicate in occasione di sconfinamenti rispetto al fido accordato, in funzione del tasso di interesse annuo applicato;
  • i numeri debitori sono dati dal prodotto tra i “saldi” (se negativi) ed i “giorni”;
  • le spese da considerare sono quelli effettivamente sostenute nel trimestre.

In riferimento al tasso di interesse applicato si è proceduto alla metodologia di calcolo del TEG così come disciplinata dalle Istruzioni della Banca d'Italia nel 2006 e successivamente modificate nel 2009. Per i trimestri precedenti al 31/12/2009 il TEG è stato calcolato non includendo la Commissione di Massimo Scoperto tra gli oneri, calcolati su base trimestrale. Dal primo trimestre 2010 la commissione di massimo scoperto viene inclusa negli oneri, che sono calcolati su base annua. Il TEG è stato quindi calcolato, in ambedue i casi e con le differenze precedentemente evidenziate, seguendo la seguente formula:

IL CASO

Riportiamo di seguito un esempio di calcolo del TEG, al quarto trimestre dell’anno, attraverso l’utilizzo delle differenti metodologie precedentemente dettagliate con particolare riferimento alle formule del TEG incluso CMS (L.108/96) e di Banca d’Italia 2006/2009.

 

Teg Incluse CMS

 

Teg Escluse CMS

 

Banca d’Italia 2006

 

Banca d’Italia 2009

Conclusioni

Dall’analisi del caso empirico si evince che con la formula del TEG (L. 108/96), a parità di affidamento, il valore del TEG è superiore sia alle alternative di Banca d’Italia 2006 che 2009; la formula di Banca d’Italia 2009 risulta essere più prudenziale rispetto alla formulazione del 2006 a seguito dell’inclusione della CMS nel calcolo. Osservando i risultati del TEG nelle formule di BI 2006 e TEG escluso CMS, dove si esclude la CMS dal calcolo in entrambi i casi, la formula del TEG escluso CMS conduce ad un valore sempre più alto rispetto a BI 2006. Tuttavia la scelta della metodologia rimane sempre legata al proprio orientamento professionale e giurisprudenziale.

 

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