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mar 5, 2019 |
Studi e Ricerche | Crisi D' Impresa | 

Procedure di allerta e gli indicatori della crisi

È stato pubblicato nel Supplemento ordinario n. 6 della Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 il D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 con il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155. In questa sede ci soffermeremo esclusivamente sull’analisi degli aspetti economico-finanziari della riforma tralasciando volutamente quelli squisitamente giuridici che sono trattati copiosamente in altre sedi da commentatori molto più titolati di noi al riguardo.

I nuovi principi che avranno un sicuro impatto sugli attuali modelli di Risk management sono:

  • Introduzione di una definizione dello stato di crisi da elemento conclamato a prevenzione
  • Procedure di allerta per incentivare l’emersione anticipata della crisi
  • Istituzione di assetti organizzativi adeguati per la rilevazione tempestiva della crisi

Entrata in vigore del decreto

Il decreto prevede che le disposizioni in esso contenute abbiano tempi di entrata in vigore differenziati. La prima questione da affrontare è quindi quella relativa all’entrata in vigore delle norme che hanno un impatto sugli aspetti economico-finanziari della gestione.

Disposizioni in vigore dal 16 marzo 2019

Si tratta in particolare delle seguenti disposizioni:

  • Istituzione dell’albo nazionale dei curatori, dei commissari e dei liquidatori
  • Responsabilità degli amministratori in caso di mancata capienza del patrimonio sociale
  • Obbligo dell’imprenditore di istituire un assetto organizzativo adeguato alle dimensioni dell’azienda

(In particolare, in vigore dal 16 marzo: Articoli 27, comma 1, 350, 356, 357, 359, 363, 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388)

Disposizioni in vigore dal 14 agosto 2020

Si tratta delle seguenti disposizioni:

  • Gli articoli che introducono le procedure di allerta per l’emersione della crisi attraverso la previsione di specifici indici
  • Tutte le disposizioni che innovano le procedure di gestione della crisi: Concordato preventivo, Transazione fiscale, Sovraindebitamento, Concordato minore, Liquidazione giudiziale (ex fallimento) ecc.

Le disposizioni che hanno un impatto sull’analisi degli aspetti economici finanziari entrano in vigore il 14 agosto 2020

La domanda che un attento lettore potrebbe porsi a questo punto è la seguente: ma se le procedure di allerta per l’emersione della crisi e i relativi indicatori entrano in vigore nell’agosto 2020 cosa dovrebbero concretamente fare oggi le imprese e i loro consulenti? Dobbiamo attendere che le norme siano attuative? Adesso non possiamo fare nulla dato che non conosciamo ancora quali siano precisamente gli indici? (Riguardo a quest’ultimo spetto, ricordiamo che il comma 2 dell’art 13 attribuisce al Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili il compito di elaborare questi appositi indici economici).

Cosa devono fare le imprese e i consulenti fino al 14 agosto 2020 in attesa degli indicatori?

Devono già predisporre tutte le misure necessarie per arrivare preparati. Qui di seguito spieghiamo il perché. Il concetto è questo: anche se gli articoli che introducono le procedure di allerta per l’emersione della crisi attraverso la previsione di specifici indici entrano in vigore il 14 agosto 2020 c’è da dire che gli articoli 375, 377, 378 e 379 entrano in vigore subito. Questi articoli, che modificano il codice civile nell’articolo 2086 c.c., introducono i seguenti concetti:

  • istituzione di un adeguato assetto organizzativo
  • rilevazione tempestiva della crisi e della perdita di continuità aziendale

Tali concetti dovrebbero favorire l’emersione tempestiva della crisi obbligando l’imprenditore ad istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Per tale motivo, la risposta alla domanda è: sì, gli attori aziendali devono attivarsi immediatamente dato che dovranno già dal 16 marzo istituire un adeguato assetto organizzativo al fine di permettere la rilevazione tempestiva della crisi. In particolare:

  • Controllo di gestione
  • Gestione della tesoreria aziendale mensile a consuntivo e previsionale
  • Attività costante di business planning riferita ad un orizzonte temporale di almeno 6 mesi

Misure concrete in attesa del 14 agosto 2020

Vediamo ora nei dettagli quali sono le misure e gli indicatori da tenere già presente. Attendendo Il CNDCEC, possiamo già tenere presente e monitorare alcuni indici descritti nel decreto.

Indicatori della crisi

Per la prima volta viene data importanza anche all’analisi previsionale della gestione aziendale riferibile ad almeno sei mesi successivi

Le novità principali sono due:

Utilizzo di specifici indici di bilancio definiti a livello normativo

Dal 14 agosto lo stato di crisi sarà “normativizzato” attraverso l’utilizzo di indici che vengono decisi dal legislatore e non più come succede ora dalla letteratura aziendale e dalla prassi (salvo casi particolari da giustificare).

Importanza dell’analisi previsionale

La critica che abbiamo sempre mosso all’analisi finanziaria italiana è stata quella di non attribuire la giusta importanza all’analisi previsionale, oltre che a quella a consuntivo. Chiaramente, per fare ciò, l’azienda deve dotarsi di strumenti informatici molto sofisticati

Analisi mensilizzata

Gli indici dovranno essere calcolati e monitorati su base mensile. Per tale motivo l’azienda dovrà elaborare ogni mese un bilancio di verifica sulla base dei quali verranno verificati gli scostamenti e calcolati gli indici.

Sono indici significativi:

1. Flussi di cassa/ Oneri finanziari

L'indice indica la capacità dell'impresa di generare risolse finanziarie, rappresentate dal Flusso di cassa, necessarie per rimborsare la spesa per gli oneri finanziari.

La questione da affrontare è relativa al numeratore: cosa si intende per flussi di cassa? Come sappiamo, tale termine è utilizzato in una molteplicità di significati e può pertanto assumere valori molto diversi a seconda delle componenti che vengono prese per il suo calcolo.

Una prima versione, utilizzata dal Cerved, è la seguente:

Utile + ammortamenti + accantonamenti e TFR

Per tale calcolo si prendono in considerazione i soli valori contenuti nel Conto economico. Si parte dall’utile netto e si aggiungono una serie di costi che non hanno comportato un’uscita finanziaria (ammortamenti, quota di Tfr, accantonamenti, etc.). In tal modo se il cash-flow è positivo, significa che l’azienda ha generato liquidità durante l’anno, se negativo indica che la gestione ha consumato più risorse di quante ne abbia creato.

Il valore calcolato sopra però non coincide con le disponibilità liquide effettive, in quanto abbiamo preso in considerazione solo il Conto Economico. Per esempio, una fattura emessa a fine anno con pagamento dilazionato, non avrà un incasso immediato. Per tale motivo è necessario mettere in relazione le voci del Conto Economico con quelle dello Stato Patrimoniale ed in particolare considerare le variazioni intervenute nel capitale circolante. (Per approfondimenti: https://www.cloudfinance.it/la-corretta-costruzione-ed-interpretazione-del-rendiconto-finanziario.html)

Per effettuare tale calcolo utilizziamo lo schema di rendiconto finanziario indiretto elaborato dall’OIC con il documento 10. Il flusso che più si adatta alle nostre esigenze di analisi è rappresentato dal Flusso di cassa dopo gli investimenti che è anche quello più vicino al Flusso di cassa operativo elaborato dalla letteratura aziendalista. Quindi, l’indice è così determinato:

Flusso finanziario dell'attività di investimento (B)/Oneri finanziari

Flussi di cassa

2. Rapporto tra mezzi propri e mezzi di terzi

Debt/Equity

Posizione finanziaria netta/Patrimonio netto

Tale rapporto indica il grado di equilibrio tra mezzi di terzi e mezzi propri. Molto utilizzato, soprattutto dalle banche italiane, come monitoraggio del rischio finanziario dell'impresa.

Tuttavia, questo rapporto, non è una misura assoluta del debito di una società poiché fornisce esclusivamente una valutazione del rapporto che intercorre tra le risorse finanziarie esterne e quelle interne, definito anche come grado di capitalizzazione di un’impresa. Inoltre, l’indice influenza il calcolo del WACC che, a sua volta, essendo il tasso a cui vengono scontati i flussi di cassa previsionali, determina il valore dell’azienda. Nei paesi europei, ed in particolare in Italia, viene utilizzato come valore del Debito non quello lordo ma quello netto identificato come Posizione Finanziaria Netta. Tale valore viene calcolato sottraendo ai debiti finanziari il valore delle attività finanziarie di pronto realizzo come ad esempio titoli di stato correnti disponibili per vendita o crediti finanziari prontamente esigibili e il valore dei Cash and Cash Equivalents. Questo lo si fa perché nell’ipotesi di dover ripagare il debito le attività finanziarie di pronto realizzo e la cassa possono essere usata a tal fine. Utilizzando questa metodologia il valore assoluto del debito è minore e l’indice migliora. Tuttavia, nella letteratura finanziaria internazionale vengono mosse delle critiche all’utilizzo di una tale metodologia soprattutto perché molte volte un valore alto della cassa è in realtà liquidità necessaria per la gestione corrente o per un investimento che verrà effettuato a breve scadenza. Chiaramente bisognerebbe distinguere caso per caso, pensiamo ad esempio ad un’azienda come la Apple che ha una disponibilità liquida enorme che potrebbe essere utilizzata per ripagare il debito finanziario in un istante. Ebbene, in casi come questi, forse, l’utilizzo di un valore netto dell’indebitamento non sarebbe un errore. (Per approfondire la Posizione Netta Finanziaria clicca qui).

Flussi di cassa

Superamento dell’indice:

  • nell’ultimo bilancio approvato
  • per oltre 3 mesi

3. Debiti verso fornitori scaduti

Sono stati selezionati come indicatori di crisi più significativi i ritardi nei pagamenti di:

  • Salari e stipendi, per un ammontare di debiti scaduti superiore alla metà del complessivo monte salari mensile e il protrarsi dell’inadempimento per sessanta giorni
  • Debiti verso fornitori, per un ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti e il protrarsi dell’inadempimento per centoventi giorni.

Con riferimento al superamento degli indici di bilancio, il termine dei sei mesi decorre dall’ultimo bilancio approvato o comunque per oltre tre mesi.

dipendeti

L’individuazione di tali categorie di debiti è oggetto dell’Art, 24 del Codice della crisi, che tratta delle misure premiali riservati agli imprenditori che provvedono con tempestività a presentare istanza di composizione della crisi oppure ad accedere ad una delle procedure concorsuali.

4. Segnalazione di creditori pubblici qualificati

L’articolo 15 individua i creditori pubblici qualificati tenuti alla segnalazione di allerta a fronte di una esposizione debitoria dell’imprenditore di importo rilevante:

  • Agenzia delle entrate
  • Istituto nazionale della previdenza sociale
  • Agente della riscossione delle imposte

tabella ade

CASI PARTICOLARI

Start up
Società in liquidazione
Imprese costituite da meno di 2 anni

INDICI NON ADEGUATI

Un professionista può attestare l’utilizzo di altri indici in rapporto alle specificità dell’impresa.

 

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