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mar 1, 2017 |
Indici di Bilancio o Ratios | Indici di Bancabilità | 

DSCR - Debt Service Coverage Ratio

DSCR = FCFF/(Debt + Of) = Flusso di cassa operativo/(Quota capitale annua debito + Oneri finanziari)

E' un indicatore di bancabilità a servizio del debito, esprime la capacità per l’impresa di generare flussi sufficienti per il servizio del debito nelle sue due componenti rappresentate da quota capitale e quota interessi. Esso è pari al rapporto, calcolato per ogni dato periodo dell’orizzonte temporale previsto per la durata dei finanziamenti, fra il flusso di cassa operativo generato dal progetto e il servizio del debito comprensivo di quota capitale e quota interessi. E’ utilizzato per l’analisi della sostenibilità di un determinato livello di indebitamento permettendo di valutarne la rischiosità e il relativo costo. Un valore uguale o superiore all’unità rappresenta la capacità dell’investimento di liberare risorse sufficienti a coprire le rate del debito spettanti ai finanziatori.
Nella pratica il valore minimo è compresa tra 1,20 e 1,30 e comunque dipendono dal profilo di rischio del progetto (maggiore è il rischio, più alto è il livello richiesto) 

Una questione che merita un approfondimento è quella relativa al corretto calcolo del Flusso indicato al numeratore e del valore da utilizzare al denominatore.

Flusso di cassa da utilizzare al numeratore

Come abbiamo già avuto modo di descrivere nei dettagli in precedenti articoli (La corretta costruzione ed interpretazione del rendiconto finanziario e https://www.cloudfinance.it/attualizzazione-dei-flussi-di-cassa-futuri.html) la scelta del flusso di cassa non è univoca ma dipende dalle componenti che si vogliono utilizzare nella sua determinazione:

a) Flusso di cassa operativo: considero nel flusso solo le risorse finanziarie strettamente legate alla gestione tipica senza considerare quelle estranee al processo produttivo

b) Flusso di cassa a servizio del debito: considero nel flusso tutte le risorse finanziarie anche quelle non attinenti alla gestione tipica dell’azienda

Nella pratica professionale è utilizzato il flusso b) che comporta un indice migliore dato che il flusso al numeratore è più grande. La scelta dipende dalla finalità dell’analisi che voglio effettuare: se voglio capire, ad esempio, in che modo, con il solo flusso legato alla gestione tipica, riesco a ripagare il debito finanziario utilizzo il flusso a). Se, invece, voglio considerare tutte le risorse non solo quelle generate dal solo processo produttivo tipico ma anche immesse esternamente a titolo di Equity ecc. o derivanti da componenti straordinari, allora utilizzerò il flusso b). E’ evidente che se l’indice mi viene richiesto dal finanziatore per determinare la sostenibilità del debito lo calcolerò utilizzando il flusso b), se, invece, voglio capire internamente la sostenibilità del debito con le sole risorse generate dal processo produttivo in senso stretto, utilizzerò il flusso a).

Comunque, come dicevamo, nella pratica professionale è utilizzato come flusso al denominatore il Flusso di cassa a servizio del debito. (vedi Documento di ricerca del 21 marzo 2019 pubblicato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti: Il piano economico-finanziario nelle procedure di partenariato pubblico-privato ( https://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/node/1380)

Flusso di cassa operativo/A servizio del debito

  1. +/- EBIT
    - Imposte figurative
    NOPAT
    + Costi non monetari (amm.ti, accan.ti, svalut. ecc.)
    Flusso di cassa operativo lordo
    +/- Clienti
    +/- Rimanenze
    +/- Fornitori
    +/- Altre attività
    +/- Altre passività
    +/- Variazione fondi
    Variazione CCN
    Flusso di cassa della gestione corrente
    +/- Investimenti / Disinvestimenti
    Flusso di Cassa Operativo (FCO)
    +/- Proventi/Oneri straordinari
    + Proventi finanziari
    +/- Partecipazioni e titoli
    +/- Variazione altre attività finanziarie
    +/- Equity
    + Accensione finanziamenti
    + Utilizzo banche a breve
    Flusso di Cassa al servizio del debito
    + Scudo fiscale del debito
    - Rimborso quote capitale finanziamento
    - Oneri finanziari
    - Restituzione banche a breve
    Flusso di cassa per azionisti
    - Dividendo distribuito
    - Restituzione Equity
    Flusso di cassa netto

    Schema di rendiconto finanziario elaborato dalla Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti
    Documento di ricerca - 21 marzo 2019

Una questione che merita un approfondimento è quella relativa al valore da utilizzare al denominatore. Infatti, mentre al numeratore sappiamo che il flusso di cassa è rappresentato da quello operativo, lo stesso non è altrettanto chiaro per quanto concerne il valore del debito. Sappiamo infatti che il valore complessivo del debito è dato dalla somma di:

  1. Debito verso banche entro 12 mesi
  2. Quota corrente dei debiti verso banche oltre 12 mesi
  3. Altri debiti finanziari a breve termine
  4. Debito finanziario corrente: (A)+(B)+(C)
  5. Debiti verso banche oltre 12 mesi
  6. Altri debiti finanziari a lungo termine
  7. Debito finanziario non corrente: (E)+(F)
  8. Totale Debiti finanziari (D)+(G)

Ebbene, quando nella formula parliamo di Debito, tale valore è rappresentato dalla somma tra Debito finanziario corrente e non corrente come indicato in tabella? La risposta è che tale valore è rappresentato esclusivamente dalla quota di debito che l’impresa deve restituire o ha restituito in quell’anno. Per tale motivo, non essendo il valore dell’utilizzo del debito a breve verso banche (fido e sconto) soggetto a restituzione in quell’anno, l’unico valore da considerare è solo quello rappresentato dalla quota che effettivamente l’impresa deve restituire. Chiaramente sarebbe diverso se per esempio la banca chiedesse all’impresa la restituzione di tutto o di quota parte del fido. In tal caso sarebbe opportuno aggiungere anche tale valore al numeratore. E qual è invece il valore esatto degli oneri finanziari? In questo caso ci sembra opportuno inserire il valore complessivo degli oneri finanziari come contabilizzati a bilancio, quindi sia il valore relativo al debito a lungo termine che quello relativo ai prestiti a breve termine. Questo perché il costo del debito, indipendentemente da quale debito va a remunerare, è comunque dovuto dall’azienda nell’anno di riferimento. Se quindi per esempio l’azienda avesse debiti rappresentati solo dall’utilizzo di uno scoperto bancario, in questo caso al denominatore avremmo solo il valore degli oneri finanziari, mentre se la banca avesse chiesto il rientro di una quota parte del fido avremmo invece la somma di tale valore con gli oneri finanziari.

Flusso di cassa operativo/(Quota capitale annua debito + Oneri finanziari)
Chiave di lettura Significato
Ratio > 1,2 Risultato soddisfacente
1 < Ratio < 1,2 Risultato nella media
Ratio < 1 Risultato insoddisfacente

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