Fonti di Finanziamento

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cloudfinance
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Fonti di Finanziamento

Messaggioda cloudfinance » 26/01/2018, 14:53

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In questa sezione, vanno inseriti i versamenti di capitale di rischio che si pensa di investire nell’azienda, coerenti con la percentuale di Equity/Debt eventualmente prestabilita. Si ricorda che trattasi di quote annuali e quindi, per es., al 31/12/2017 il capitale sociale sarà formato dalla somma delle singole quote annuali. Nell’esempio sarà pari a € 300.000. Si sottolinea che la voce Finanziamento soci è stata inserita, per la sola fase di input nel Capitale di rischio, ma in fase di riclassificazione dei bilanci viene correttamente considerata come Capitale di terzi e quindi ricompresa nell’indebitamento dell’azienda.

Inserire il tasso di interesse da corrispondere per l’eventuale finanziamento soci, la durata del prestito ecc. Il software, unico nel suo genere, calcola anche un eventuale preammortamento e/o moratoria.

Se, invece, si vuole prevedere la restituzione di Equity o del finanziamento soci basterà semplicemente inserire il valore con il segno negativo.

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Le banche a breve sono suddivise tra le forme tecniche dello sconto di fatture salvo buon fine (SBF) e lo scoperto di conto corrente (FIDO) che chiaramente seguiranno dinamiche differenti. Bisogna prestare la massima attenzione ai valori inseriti precedentemente nella tabella riportata al termine del foglio INPUT SP, ma è comunque concessa facoltà di variazione degli stessi sia in aumento che, come spesso accade nelle ipotesi di ristrutturazione, in diminuzione. L’eventuale sconto di fatture opererà automaticamente sia sulla base del fatturato da scontare che della disponibilità del castelletto sino alla saturazione.

Preme sottolineare che la quota imputata a FIDO non sarà utilizzata dal software per la copertura di eventuali debiti finanziari a lungo termine, ma solo per necessità di circolante. Questa limitazione si rende opportuna per far sì che l’utente sia in grado di riconoscere un eventuale deficit derivante da debiti finanziari a lungo termine come mutui e/o leasing eventualmente consolidati in precedenza e trovare la giusta copertura, ad esempio attraverso una ulteriore immissione di risorse proprie, vendita di cespiti ecc. o un differente consolidamento che permetta di riequilibrare la situazione finanziaria.

IMPORTO MINIMO DI CASSA Parametro che serve a regolare l'utilizzo del fido. Premesso che il Fido interviene esclusivamente per la gestione corrente e non per il pagamento di debiti bancari o leasing, l'importo minimo di cassa rappresenta una soglia minima al di sotto della quale l'azienda preferisce utilizzare il fido invece che il denaro in cassa per i pagamenti correnti. Se si imposta un valore molto alto del parametro il fido verrà utilizzato maggiormente, viceversa se si imposta un valore basso.

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Questa sezione è dedicata all’ammortamento del valore dei mutui già presenti nel passivo dello Stato Patrimoniale a consuntivo alla voce 4) Debiti verso banche oltre i 12 mesi, distinto singolarmente fino a tre mutui differenti. Se i singoli mutui sono superiori a tre è necessario sommare quelli in eccedenza al numero permesso di inserimento.

È possibile inserire anche la ragione sociale dell’istituto di credito che ha concesso il mutuo.

Nella cella Residuo al 31-12-2014 bisogna inserire il valore residuo del mutuo risultante dall’ultimo bilancio approvato. Nelle celle successive inserirò la quota annua di ammortamento come da piano di ammortamento. Nelle celle relative agli oneri finanziari dovrò invece inserire il valore degli oneri finanziari associati al mutuo, ricavato anch’esso dal piano di ammortamento.

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In questa sezione l’utente dovrà indicare il valore degli eventuali nuovi mutui richiesti. È possibile inserire fino a 4 mutui distinti. Una volta inseriti i parametri del mutuo (tasso, durata, fisso o variabile ecc.), il software calcolerà automaticamente il piano di ammortamento inserendo i valori corrispondenti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico. Se il tasso praticato è fisso lasciare la lettera “F” nella cella TIP. TASSO.

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È possibile prevedere anche l’ipotesi in cui il tasso di interesse praticato dalla banca non sia fisso, ma variabile. In questo caso basta inserire la lettera “V” nel riquadro precedente e il tasso variabile praticato.

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È possibile inserire fino a 5 leasing distinti che verranno contabilizzati secondo il metodo “finanziario”.

L’imputazione dei parametri è identico a quello dei mutui bancari con la differenza che per i leasing è possibile prevedere anche una eventuale percentuale relativa al canone iniziale e al riscatto finale del bene.

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Questa sezione è dedicata alla possibilità di usufruire di eventuali contributi e/o finanziamenti agevolati sul valore dell’investimento che l’azienda vuole effettuare. È possibile Inserire, per esempio, rispettivamente: la percentuale del contributo a fondo perduto sull’investimento; la percentuale di prestito agevolato sull’investimento; il valore del contributo in c/gestione, che viene però inserito in euro.

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Inserire la percentuale di utili che si destinerà alla distribuzione ai soci sotto forma di dividendi. Per convenzione, il primo anno non sono previsti dividendi, mentre per i successivi la politica di distribuzione dovrà essere coerente con gli anni d’investimento e con il rapporto utili/flussi di cassa previsionali.
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